Ernia del disco: operare o non operare?

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Neurochirurghi ed ortopedici si affidano all'Osteopata prima di intervenire. Da anni questa diagnosi spaventa i pazienti che scoprono di esserne affetti... Ma nessun allarme, Quell' ernia probabilmente è li da anni ed è stata scoperta oggi in occasione del dolore. Allora cos'è che ha causato tanto dolore? La risposta è semplice e ci viene data dal dott. Umberto Bosone, docente dell'Accademia Osteopatia Roma e titolare dei centri Fisioterapia Cavoni: "a creare la concausa scatenante il dolore è l'ambiente disfunzionale". Ed è su quest'ultimo che deve essere posta tutta l'attenzione terapeutica. Ma proviamo a semplificare: l'ernia è li, tocca un po' la radice nervosa senza farla arrabbiare troppo, ma quando accade che l'organismo viene sollecitato da disturbi viscerali, contratture da sforzo o ansia, il disco già erniato si trova costretto in un ambiente senza movimento e ciò comporta l'instaurarsi di un processo infiammatorio determinando la presenza di edema (essudato ovvero "liquido"). Quest'edema inizia ad infastidire la conducibilità elettrica del nervo creando sciatalgia violenta o, in caso di ernie cervicali, un dolore al braccio. Se il dolore è invalidante sarà necessario anche l'ausilio di alcuni farmaci come gli antinfiammatori ma, per guarire realmente, sarà fondamentale ricercare le cause scatenanti, ovvero gli ambienti disfunzionali affidandosi alle mani esperte del proprio Osteopata di fiducia. Vietate in una prima fase ginnastiche mediche o posturali che saranno invece fondamentali dopo la risoluzione delle cause per favorire il benessere dell'apparato osteoarticolare. Il neurochirurgo opererà meno ma sarà felice di aver dato il consiglio giusto.